La parola «rigetto» ha due significati. In medicina indica la reazione con cui il sistema immunitario attacca un organo trapiantato. Nel linguaggio comune indica qualunque impianto che non si è integrato o che si è perso.
Per gli impianti in titanio le cause di perdita descritte più spesso sono altre: l'osso che non si lega all'impianto, l'infiammazione dei tessuti circostanti, il sovraccarico meccanico. Succede in una minoranza di casi e ogni causa ha segnali e tempi diversi.
I dati
Quanto è sicuro un impianto dentale?
Gli studi misurano la sicurezza con la sopravvivenza dell'impianto: la percentuale di impianti ancora in bocca dopo un certo numero di anni. Una revisione sistematica del 2019 (Howe et al., Journal of Dentistry), su 18 studi, stima una sopravvivenza a dieci anni del 96,4% con l'analisi tradizionale e del 93,2% in un'analisi che tiene conto dei pazienti usciti dal follow-up. Nei pazienti di 65 anni e oltre la stima di questa seconda analisi scende al 91,5%.
Sono medie di gruppi di studio, non previsioni sul singolo paziente. Il rischio personale dipende dall'osso disponibile, dalla salute delle gengive, dalle abitudini, dalle malattie generali e dai controlli nel tempo. La sopravvivenza non misura inoltre le complicazioni che non portano alla perdita dell'impianto, come l'infiammazione dei tessuti. Per questo la valutazione si fa in visita.
Primi mesi
Perdita nei primi mesi: l'osso non si lega all'impianto
Un impianto si fissa grazie all'osteointegrazione: l'osso cresce a contatto con il titanio. Un modello proposto in letteratura (Albrektsson et al., Frontiers in Immunology, 2023) la descrive come una forma di equilibrio: l'organismo riconosce l'impianto come materiale estraneo e forma osso intorno ad esso per isolarlo dai tessuti. In questa lettura la perdita precoce corrisponde a un equilibrio che non si stabilisce. Gli stessi autori presentano parte di questi meccanismi come ipotesi.
Una revisione del 2015 sulle perdite precoci (Brazilian Journal of Oral Sciences) indica cause biologiche, microbiologiche e meccaniche, e riconosce che in molti casi il meccanismo resta poco chiaro. Quando più impianti falliscono nello stesso paziente, la ricerca ipotizza un ruolo delle caratteristiche individuali. Il peso della predisposizione genetica è ancora poco conosciuto.
Nella pratica significa valutare prima dell'intervento la quantità e la qualità dell'osso, lo stato delle gengive e la storia clinica, e rispettare i tempi di guarigione.
Dopo anni
Perdita dopo anni: perimplantite e sovraccarico
A volte l'impianto si integra e l'equilibrio intorno ad esso si rompe più tardi. La causa più discussa è la perimplantite, un'infiammazione dei tessuti intorno all'impianto provocata da batteri, con meccanismi simili a quelli della parodontite. L'altra è il sovraccarico: la masticazione cambia per un dente perso, una protesi consumata o il bruxismo, e se non si interviene l'osso può riassorbirsi.
Associati a più rischio
Fumo, storia di parodontite, diabete non controllato, igiene insufficiente, bruxismo non gestito.
Cosa aiuta
Igiene quotidiana a casa, igiene professionale su misura, controlli programmati con radiografie, protesi e carichi rivalutati nel tempo.
Una sintesi dell'ITI (International Team for Implantology) sulle meta-analisi indica per i fumatori un rischio di perimplantite circa doppio rispetto ai non fumatori, con certezza moderata. Per il diabete scarsamente controllato l'associazione è meno solida e gli autori lo definiscono un indicatore di rischio. Per la storia di parodontite le evidenze sono in parte discordanti. Uno studio su 34 pazienti con perimplantite, che ha trovato fumo e parodontite pregressa associati a forme più gravi, raccomanda di controllare l'infezione prima dell'inserimento e di seguire un programma di mantenimento.
Allergia
E l'allergia ai metalli?
La reazione al titanio descritta in letteratura è un'ipersensibilità ritardata, considerata rara e basata soprattutto su casi clinici isolati. Non va confusa con le cause più frequenti di perdita dell'impianto. Chi ha un'allergia nota al nichel o ad altri metalli trova la spiegazione completa in Allergia al nichel e al titanio: cosa cambia per gli impianti dentali.
Segnali da riferire
Quando riferire un problema all'impianto
Sanguinamento intorno all'impianto, gengive gonfie o arrossate, una sensazione di mobilità, un dolore che non passa: sono segni poco specifici, con cause diverse. Distinguere la perimplantite dal sovraccarico o da altro richiede un controllo clinico e radiografico, e nessun elenco di sintomi basta per farlo da soli.
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