Approfondimento · Aggiornato Agosto 2026
Approfondimento su Implantologia Dentale a Pescara
Una guida pensata per chi vuole capire prima di decidere — materiali, protocolli, tempi, costi e casi complessi, spiegati senza slogan commerciali. Se preferisci un approfondimento più discorsivo, puoi anche leggere gratis un estratto del libro del Dr. Di Croce.
Cosa trovi in questo Studio

Gestione del disagio
Anestesia locale in ogni intervento e, per chi ha particolare timore, opzioni di sedazione cosciente da valutare insieme durante la visita.

Continuità nel tempo
Lo stesso medico segue il percorso dall'inizio ai controlli periodici successivi — un punto di riferimento stabile, non un passaggio di mano tra specialisti diversi.
Carico immediato quando possibile
Quando le condizioni cliniche lo consentono, è possibile avere denti fissi provvisori già nelle ore successive all'intervento, anche su arcata completa.
Chi si occupa di implantologia in questo Studio
Il percorso implantare è seguito dal Dr. Domenico Di Croce, che dal 1994 gestisce a Pescara sia casi implantari semplici sia situazioni più complesse — atrofie ossee, riabilitazioni totali, fallimenti implantari precedenti. Il Dr. Di Croce ha inoltre contribuito a ricerca scientifica pubblicata sul design implantare e la biomeccanica ossea.
Cos'è l'implantologia dentale e a cosa serve
L'implantologia dentale è la branca dell'odontoiatria che si occupa di sostituire denti mancanti o irrimediabilmente compromessi con una radice artificiale inserita nell'osso. Le tecniche disponibili oggi permettono di affrontare sia il singolo dente mancante sia la perdita di un intero gruppo di denti, fino alla riabilitazione di un'intera arcata.
Perché affrontare un percorso implantare
La perdita di uno o più denti non è solo una questione estetica. Chi mastica in modo non equilibrato può sviluppare problemi digestivi e posturali nel tempo; chi nasconde il sorriso per imbarazzo ne risente sul piano relazionale. Quando un dente non è più recuperabile con altre terapie, l'estrazione seguita da una riabilitazione implantare permette di restituire funzione ed estetica insieme.


Cosa succede se non si sostituisce un dente perso
Con il tempo, l'assenza di un dente comporta un progressivo riassorbimento dell'osso alveolare nella zona interessata, oltre allo spostamento dei denti vicini verso lo spazio vuoto e all'estrusione del dente antagonista. Più a lungo si rimanda la sostituzione, più la situazione clinica tende a complicarsi — motivo per cui vale la pena valutare la questione presto, anche solo per capire i tempi.
Come è fatto un impianto dentale: struttura e materiali
Un impianto dentale non è un blocco unico, ma un sistema composto da tre elementi distinti:
La vite (fixture)
La parte inserita nell'osso, che sostituisce la radice naturale e vi si integra progressivamente — un processo chiamato osteointegrazione.
Il moncone (abutment)
L'elemento di collegamento tra la vite e la corona visibile.
La corona
L'elemento che riproduce il dente visibile, realizzato su misura per forma e colore.

Di che materiale è fatto un impianto dentale
Il titanio medicale resta il materiale di riferimento: è biocompatibile, e l'osso lo riconosce come proprio senza reazioni da corpo estraneo. Esistono oggi anche impianti interamente in zirconia — completamente bianchi — pensati per chi preferisce evitare qualunque presenza di metallo o ha un biotipo gengivale molto sottile, dove la trasparenza dei tessuti potrebbe far intravedere il metallo sottostante.
La geometria dell'impianto — forma del corpo, disegno del collo, pattern della filettatura — incide direttamente su come le forze masticatorie si distribuiscono nell'osso circostante, e quindi sulla stabilità dell'impianto negli anni. È un ambito su cui la ricerca scientifica internazionale continua a lavorare attivamente: il Dr. Di Croce ha contribuito personalmente a uno studio su questo tema, pubblicato su rivista scientifica.
Si può fare un impianto se c'è poco osso?
Nella maggior parte dei casi sì. Quando il volume osseo disponibile è ridotto, esistono diverse strategie: la rigenerazione ossea guidata per ricostruire l'osso mancante, il rialzo del seno mascellare per l'arcata superiore, gli impianti zigomatici per le atrofie più severe, oppure protocolli con impianti inclinati o più corti che sfruttano l'osso residuo senza bisogno di innesti.
Molti pazienti arrivano in studio dopo aver ricevuto un "non è possibile" altrove. Prima di accettare quella risposta come definitiva, vale la pena una valutazione diretta con diagnostica tridimensionale: la quantità di osso realmente disponibile, e le opzioni per lavorarci, si vedono solo così.
Ti hanno detto che non hai abbastanza osso per un impianto?
Richiedi una seconda valutazioneCome si mette un impianto dentale
L'intervento prevede l'esecuzione di un piccolo foro nell'osso con strumenti calibrati, l'inserimento dell'impianto e, nella tecnica tradizionale a lembo aperto, l'applicazione di alcuni punti di sutura da rimuovere dopo qualche giorno. Con la chirurgia guidata, descritta più avanti, è spesso possibile evitare l'apertura della gengiva.
Fa male mettere un impianto?
L'intervento si esegue in anestesia locale: non è doloroso durante l'esecuzione. Nei giorni successivi è possibile un fastidio lieve, generalmente gestibile con antidolorifici comuni. Per chi ha particolare timore, è possibile discutere in visita opzioni di sedazione cosciente.
Quanto dura il post-operatorio?
Seguendo un protocollo chirurgico attento — evitando il surriscaldamento dell'osso, mantenendo un ambiente sterile, rispettando le indicazioni post-operatorie — il decorso è nella maggior parte dei casi contenuto e privo di complicazioni rilevanti. Le indicazioni specifiche su farmaci e comportamento da tenere vengono fornite dopo l'intervento.
Quanto tempo serve prima che l'impianto sia definitivo?
L'osteointegrazione — il legame biologico tra impianto e osso — richiede in genere alcuni mesi: tipicamente più tempo per l'arcata superiore, dove l'osso è meno denso, meno per quella inferiore. Solo a osteointegrazione avvenuta è possibile applicare la protesi definitiva. Superfici implantari di ultima generazione possono ridurre questi tempi, ma la valutazione va sempre fatta caso per caso.
Riabilitazione dell'arcata completa: All-on-4 e All-on-6
Per chi ha perso tutti o quasi tutti i denti di un'arcata, i protocolli All-on-4 e All-on-6 permettono di ancorare un'arcata fissa completa rispettivamente su 4 o 6 impianti, come alternativa alla protesi mobile tradizionale.

La scelta tra 4 e 6 impianti non è mai una preferenza estetica: dipende dalla quantità e qualità dell'osso disponibile nelle diverse zone dell'arcata. Quando l'osso posteriore è scarso ma quello anteriore è di buona qualità, i due impianti posteriori vengono spesso inclinati per sfruttare l'osso presente evitando aree anatomicamente delicate.
All-on-4
4 impianti · 2 posteriori inclinati
Indicato quando l'osso posteriore è ridotto ma quello anteriore è di buona qualità. Evita spesso il ricorso a innesti ossei.
All-on-6
6 impianti · distribuzione uniforme
Indicato quando l'osso lo consente: il carico si distribuisce su più punti, con una riserva strutturale maggiore nel lungo periodo.
"La scelta tra 4 e 6 impianti va sempre calata sul singolo paziente: dipende dalla qualità dell'osso disponibile, non da uno schema preconfezionato uguale per tutti." — Dr. Domenico Di Croce
Cosa significa carico immediato
Con "carico immediato" si intende la possibilità di applicare una protesi provvisoria fissa nelle stesse ore in cui viene inserito l'impianto, senza attendere i mesi necessari alla guarigione ossea completa. Non va confuso con l'impianto post-estrattivo, che riguarda invece l'inserimento dell'impianto contestualmente all'estrazione del dente compromesso — le due tecniche possono anche essere combinate.
Quando è indicato il carico immediato
Il requisito chiave è che l'impianto raggiunga una buona stabilità primaria al momento dell'inserimento — un ancoraggio meccanico solido nell'osso, indipendente dall'osteointegrazione che avverrà nei mesi successivi. Se l'osso è troppo morbido per garantire questa stabilità, il carico immediato è sconsigliato e si procede con il protocollo differito.
Perché più impianti vengono collegati tra loro
Quando si esegue un carico immediato su più impianti, questi vengono spesso solidarizzati — collegati insieme dalla stessa protesi provvisoria — proprio per limitare i micromovimenti individuali durante la delicata fase di guarigione iniziale. Un impianto singolo in zona estetica, non sottoposto a carico masticatorio diretto, può in alcuni casi ricevere da subito anche la corona definitiva provvisoria.
Vuoi sapere se sei candidato al carico immediato?
Prenota una valutazioneChirurgia guidata: impianti senza aprire la gengiva
Con software di pianificazione tridimensionale, la posizione di ogni impianto viene definita digitalmente prima ancora di iniziare l'intervento, a partire da una TAC 3D e da un'impronta digitale della bocca. Durante l'operazione, una mascherina chirurgica personalizzata guida l'inserimento esattamente nel punto pianificato — spesso senza bisogno di aprire un lembo di gengiva.

I vantaggi
Questo approccio riduce l'invasività dell'intervento, evita spesso punti di sutura, e permette di simulare in anticipo sia la posizione degli impianti sia il risultato protesico finale — aumentando la prevedibilità del trattamento, soprattutto utile per chi affronta l'intervento con ansia.
I limiti
Quando la situazione clinica richiede una gestione diretta dei tessuti — ad esempio una rigenerazione ossea o un aumento dei tessuti molli contestuale all'inserimento dell'impianto — l'apertura di un lembo chirurgico resta necessaria. In questi casi la chirurgia guidata può comunque essere utile per il posizionamento di precisione, ma non elimina la fase di apertura della gengiva.
Quanto costa un impianto dentale
Non esiste un prezzo standard, perché non esiste una situazione clinica standard. Il costo dipende dal numero di impianti necessari, dalla qualità e quantità dell'osso disponibile, da eventuali interventi preparatori (rigenerazione ossea, bonifica parodontale) e dal tipo di protesi finale scelta.
Diffida dei prezzi "a partire da" pubblicati senza una visita: raramente riflettono il costo reale una volta vista la situazione clinica specifica. Un preventivo affidabile richiede sempre una valutazione diagnostica con TAC 3D.
→ Cosa determina il costo di un impiantoDomande frequenti sull'implantologia
Per un elenco più ampio, vedi tutte le FAQ sull'implantologia.
Un impianto dentale si può rompere?
È un'evenienza rara ma non impossibile. Il titanio offre elevata resistenza, ma un impianto va comunque protetto da urti e mantenuto con un'igiene accurata, come qualunque elemento dentale.
Quanto dura un impianto dentale?
Un impianto ben inserito e mantenuto correttamente può durare molti anni, potenzialmente tutta la vita. È fisiologico un lieve riassorbimento osseo nel primo periodo dopo l'inserimento, che tende poi a stabilizzarsi con controlli e igiene regolari.
Perché un impianto dentale può costare molto?
Dal punto di vista clinico, il posizionamento richiede precisione millimetrica: un'inclinazione anche di pochi gradi, o una gestione non ottimale del calore durante la preparazione del sito, possono compromettere il risultato. Il costo riflette la complessità tecnica e diagnostica del percorso, non solo il materiale utilizzato.
Esistono controindicazioni all'implantologia?
Alcune condizioni sistemiche non controllate richiedono attenzione particolare o una valutazione multidisciplinare prima di procedere. L'età di per sé non è generalmente un ostacolo. La valutazione va sempre fatta caso per caso durante la visita diagnostica — evita affermazioni generiche, anche in un senso o nell'altro.
Esiste un impianto dentale completamente bianco?
Sì: gli impianti interamente in zirconia offrono un'alternativa metal-free, indicata soprattutto per chi ha un biotipo gengivale sottile o preferisce evitare qualunque componente metallica visibile o percepibile.
Gli impianti hanno bisogno di manutenzione?
Sì. Placca e tartaro colpiscono gli impianti come i denti naturali, e possono causare mucositi o perimplantiti se trascurati. Controlli periodici e igiene professionale regolare sono parte integrante — non facoltativa — del mantenimento nel tempo.
Il primo passo
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Cosa dicono i pazienti che hanno già scelto questo Studio
Anziché riportare qui singole testimonianze, ti invitiamo a leggere le recensioni verificate su Google e a scoprire alcuni percorsi clinici reali seguiti dallo Studio.
Ricerca e fonti
Pubblicazioni e riferimenti scientifici
"Finite Element Analysis of a New Dental Implant Design Optimized for the Desirable Stress Distribution in the Surrounding Bone Region"
Paracchini L., Barbieri C., Redaelli M., Di Croce D., Vincenzi C., Guarnieri R. — Prosthesis, 2020, 2(3), 225-236.
Leggi lo studio completo (DOI: 10.3390/prosthesis2030019) →I contenuti di questa guida sono a cura del Dr. Domenico Di Croce (Albo Pescara n. 341) sulla base dell'esperienza clinica maturata dal 1994 e dell'aggiornamento scientifico continuo. Le informazioni fornite hanno scopo divulgativo e non sostituiscono una valutazione clinica diretta.
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Perché "denti fissi in 24 ore" non è mai la prima domanda giusta
Quando si decide per l'impianto →
Come capire se è il momento giusto per te
Storia dell'implantologia →
Come si è arrivati alle tecniche di oggi
Denti fissi senza viti →
Ponte, overdenture o Full-Arch: le alternative a confronto
Come prevenire la perdita dei denti →
I quattro scenari di rischio più comuni
Dopo l'intervento →
Cosa aspettarsi nei giorni successivi
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