Ogni percorso clinico è un processo
In ogni percorso clinico oltre all’intervento principale raccontiamo una sequenza di decisioni.
Ogni caso parte da una situazione specifica e si sviluppa attraverso fasi diverse, che possono includere diagnosi, pianificazione, trattamento e mantenimento.
Le immagini presenti in questa pagina mostrano momenti diversi di questi percorsi e hanno una funzione esclusivamente informativa.
Come interpretare questi esempi
Le immagini non rappresentano modelli replicabili, ma situazioni cliniche affrontate in contesti specifici.
Ogni percorso è influenzato da variabili come la condizione dei tessuti, la funzione, la storia clinica e gli obiettivi condivisi con il paziente.
Per questo motivo, le decisioni vengono sempre adattate al singolo caso.
Esempi di percorsi clinici
I seguenti esempi mostrano percorsi sviluppati in condizioni diverse, con tempi e modalità adattati alla situazione clinica.
- Riabilitazioni Totali e Casi Complessi
- Sostituzione di uno o più denti
- Protesi mobile su impianti. Overdenture
- Estetica Biomimetica. Bio-Modellazione e Faccette
- Salvataggio dei Denti Naturali (Parodontologia)
Riabilitazioni Totali e Casi Complessi
La paura di rimanere senza denti
Molti pazienti rimandano la cura dei denti perché terrorizzati dall’idea di dover rimanere anche solo un giorno senza sorriso durante la guarigione. Questo percorso mostra come, grazie alla pianificazione digitale e al carico immediato, sia stato possibile inserire gli impianti e consegnare una protesi fissa provvisoria nella stessa giornata, garantendo continuità estetica e relazionale.
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Visita Riabilitazione di intera arcata
Oltre la soluzione “Standard” (L’Anatomia Individuale)
Questo caso clinico smentisce l’idea che esista un’unica formula (come i protocolli commerciali standard) adatta a tutti. Il paziente presentava un’anatomia ossea complessa. Attraverso lo studio mirato dei volumi tridimensionali, gli impianti sono stati posizionati sfruttando le zone di osso nativo più stabili, evitando innesti complessi e rispettando la biologia profonda dei tessuti.
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Visita Riabilitazione di intera arcata
Addio alla protesi mobile instabile
Convivere con una dentiera che si muove durante i pasti o mentre si parla limita drasticamente la qualità della vita. Il percorso di questo paziente descrive il passaggio da una protesi mobile totale a una riabilitazione Full-Arch fissa su impianti. Il risultato non è solo strutturale, ma si riflette nella ritrovata stabilità masticatoria e nella sicurezza psicologica quotidiana.
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Visita Riabilitazione di intera arcata
Il recupero della funzione masticatoria profonda
La perdita progressiva degli elementi dentali porta a modificare la dieta, rinunciando a cibi solidi e compromettendo la digestione. In questo percorso clinico, la stabilità biomeccanica ottenuta con gli impianti Full-Arch ha permesso al paziente di recuperare il 100% dell’efficienza masticatoria, restituendo il piacere di un’alimentazione libera e sana.
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Visita Riabilitazione di intera arcata
L’Integrazione Biomimetica e il sostegno del viso
Quando si perdono molti denti, l’osso si riassorbe e le labbra tendono a cedere, invecchiando precocemente il profilo del volto. Questo caso evidenzia come una corretta progettazione protesica della Full-Arch non si limiti a ripristinare i denti, ma sostenga i tessuti molli del viso, restituendo armonia, pienezza e le giuste proporzioni fisionomiche.
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Sostituzione di uno o più denti
La gestione della frattura dell’incisivo centrale superiore
Il Disagio di Partenza: A seguito di un trauma, il paziente ha riportato la frattura dell’incisivo centrale superiore. Oltre al danno funzionale, la perdita improvvisa del dente più visibile del sorriso genera un forte impatto psicologico e l’ansia di dover affrontare la vita sociale con un vuoto estetico o con protesi mobili provvisorie fastidiose.
La Complessità Clinica: La zona anteriore superiore è la più critica di tutta la bocca. I tessuti gengivali e l’osso che circondano l’incisivo sono estremamente sottili. Estrarre il dente fratturato senza danneggiare queste strutture è una sfida millimetrica: se la gengiva si ritira anche solo di un millimetro, l’armonia del sorriso è compromessa per sempre.
Il Nostro Approccio Biologico: Il percorso si è sviluppato attraverso tre passaggi chiave, guidati dal rigore e dalla mininvasività:
- Preservazione Alveolare: Il dente fratturato è stato estratto con tecniche delicate per mantenere intatta la preziosa parete ossea circostante.
- Impianto e Carico Immediato: Nella stessa seduta è stato inserito l’impianto e, grazie alla stabilità ottenuta, è stata applicata immediatamente una corona provvisoria fissa in resina. In questo modo, il paziente non ha trascorso nemmeno un’ora senza il suo dente. Il provvisorio è stato modellato per fare da “scudo” e guidare la guarigione della gengiva, mantenendone la forma naturale e rosea.
- Il Restauro Definitivo Biomimetico: Una volta completata l’integrazione biologica, la corona provvisoria è stata sostituita con una corona definitiva in ceramica integrale (metal-free).
Il Risultato: L’assenza di metalli ha permesso alla luce di attraversare il dente esattamente come accade nello smalto naturale, eliminando il rischio di ombre o bordi scuri vicino alla gengiva. Come mostra il controllo a distanza, il tessuto gengivale è sano, maturo e non ritirato, integrandosi in modo invisibile con i denti adiacenti.

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Visita Sostituire uno o più denti
Riabilitazione implantare fissa del settore incisivo inferiore compromesso da parodontite
Il Disagio di Partenza: Il paziente si è rivolto al nostro studio a causa di una grave instabilità degli incisivi inferiori. La malattia parodontale avanzata aveva causato un riassorbimento osseo verticale drastico in questa zona, determinando una mobilità dolorosa dei 4 incisivi, continui episodi infiammatori e un forte disagio estetico dovuto alla marcata recessione delle gengive.
La Complessità Clinica: Il settore anteriore inferiore presenta spazi molto ristretti e un osso nativo sottile. L’obiettivo iniziale del nostro approccio è sempre il salvataggio biologico ma, in questo caso specifico, i denti avevano perso la totalità del supporto ancorante. Mantenere elementi con infezioni croniche attive avrebbe messo a rischio l’osso circostante e la stabilità dei canini sani adiacenti. La sfida è stata quindi quella di sanare localmente la zona, pianificando una sostituzione fissa altamente estetica.
Il Nostro Approccio Biologico e Mirato: Il piano terapeutico è stato studiato per eliminare il problema alla radice e ridare stabilità immediata alla masticazione:
- Sanazione ed Estrazione Selettiva: Sono stati estratti esclusivamente i 4 incisivi inferiori irrecuperabili, ripulendo i tessuti dall’infezione batterica ed eseguendo una micro-chirurgia delicata per non danneggiare l’osso dei denti vicini.
- Inserimento di Due Impianti: Invece di inserire quattro impianti (uno per dente), la pianificazione digitale ha permesso di posizionare solo due impianti laterali sfruttando le zone ossee più solide. Questi due impianti fanno da pilastri pilastro per sostenere un intero ponte fisso di 4 elementi.
- Carico Immediato Provvisorio: Nella stessa giornata dell’intervento, il paziente ha ricevuto un ponte provvisorio fisso avvitato sugli impianti. In questo modo, la continuità del sorriso è stata preservata senza l’utilizzo di fastidiosi scheletrati o protesi mobili provvisorie con i ganci.
Il Risultato: Una volta completata l’integrazione nell’osso e ottenuta la perfetta guarigione dei tessuti, è stato consegnato il ponte definitivo in ceramica integrale (metal-free). Come evidenziato dalle immagini di controllo, le gengive si sono stabilizzate attorno al colletto dei nuovi denti in modo sano, roseo e compatto. Il paziente ha riscoperto la sicurezza di sorridere e una potenza masticatoria identica a quella dei denti naturali.

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Visita Armonia del sorriso
Visita Parodontologia
Protesi mobile su impianti. Overdenture
Overdenture inferiore su due impianti
L’Overdenture inferiore su due impianti è una soluzione protesica di tipo “ibrido”, progettata specificamente per risolvere il problema più comune e frustrante dei portatori di protesi totale: l’instabilità della “dentiera” inferiore.
A causa della forma della mandibola e del costante movimento della lingua e delle labbra, la protesi inferiore tradizionale tende a muoversi continuamente. Questa soluzione unisce la semplicità di una protesi rimovibile alla stabilità garantita dall’implantologia.
Come funziona la struttura biologica e meccanica
Il protocollo si basa sull’inserimento di soli due impianti in titanio nella zona anteriore della mandibola (la zona del mento), dove l’osso è generalmente più denso e compatto.
- I Pilastri (Gli Impianti): Due piccoli perni in titanio vengono inseriti nell’osso e lasciati integrare biologicamente.
- Gli Attacchi (Locator o a Sfera): Sulla testa di questi impianti vengono avvitati dei componenti che sporgono leggermente dalla gengiva. Il sistema più utilizzato è il Locator, che funziona esattamente come un bottone automatico a pressione.
- La Matrice (Nella Protesi): All’interno della protesi in resina vengono inseriti dei piccoli “cappucci” in teflon (disponibili con diversi gradi di ritenzione). Quando il paziente inserisce la protesi, questi cappucci si incastrano sui bottoni degli impianti con un “click”, bloccandola in posizione.
I Vantaggi per il Paziente
- Stabilità nella Masticazione e nel Linguaggio: La protesi non “balla” e non si solleva mentre si parla o si mangia. Questo restituisce la forza di triturare cibi solidi e azzera la paura che la protesi possa scivolare in pubblico.
- Eliminazione degli Adesivi: Non è più necessario utilizzare paste o colle per tenere ferma la dentiera.
- Minima Invasività e Costi Contenuti: Richiede solo due impianti nella zona anteriore. Questo significa che l’intervento è rapido, spesso attuabile anche in presenza di un riassorbimento osseo posteriore, ed è economicamente più accessibile rispetto a una riabilitazione interamente fissa su 4 o 6 impianti.
- Igiene Semplice e Preservazione dei Tessuti: Il paziente può rimuovere la protesi dopo i pasti per pulirla perfettamente. Al contempo, la presenza dei due impianti stimola l’osso circostante, rallentandone il riassorbimento naturale.
Il ruolo della flangia in resina (Sostegno Estetico)
Un dettaglio fondamentale di questa protesi è la presenza della flangia (la finta gengiva in resina). Nei pazienti che hanno perso i denti da molto tempo, l’osso e la gengiva si sono ritirati, causando il classico collasso del labbro inferiore e l’invecchiamento del profilo del viso.
L’Overdenture, grazie ai suoi spessori calibrati, riempie questo vuoto strutturale, ridando pienezza alle labbra e sostegno ai tessuti molli del volto, un risultato estetico che spesso è difficile da ottenere con un ponte fisso sottile.



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Visita Protesi mobile su impianti
Estetica Biomimetica. Bio-Modellazione e Faccette
Chiusura dei diastemi e rimodellamento morfologico maschile con faccette in ceramica
Il Disagio: Spazi eccessivi tra i denti (diastemi) e denti corti e irregolari. Il paziente desiderava una soluzione rapida e rifiutava l’ortodonzia.
La Complessità: L’apparecchio tradizionale avrebbe solo unito i denti, ma non avrebbe comunque corretto la forma o la lunghezza originale. Le faccette in ceramica erano l’unica scelta in grado di risolvere contemporaneamente difetti di posizione e di anatomia.
L’Approccio Clinico:
- Architettura del Sorriso: Progettazione digitale 3D al computer con forme leggermente squadrate, modellate per integrarsi con i tratti di un volto maschile.
- Rimodellamento millimetrico e conservativo dello smalto, sfruttando gli spazi già presenti.
- Cementazione di faccette in ceramica integrale metal-free ad effetto naturale.
Il Risultato: Spazi azzerati e forme ridisegnate in pochissime sedute, senza lunghi percorsi ortodontici. Il sorriso ha riacquistato carattere e armonia, con tessuti gengivali sani e rosei.
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Visita Armonia del sorriso
Usura da Bruxismo e Rimodellamento
Il Disagio: Denti dell’arcata superiore visibilmente consumati, accorciati e scheggiati a causa del bruxismo. Il paziente mostrava un sorriso “invecchiato” e lamentava sensibilità dentale oltre a una perdita di efficienza masticatoria.
La Complessità: Non si trattava di un problema solo estetico. Consumando i denti, il paziente aveva perso l’altezza occlusale corretta (la dimensione verticale della bocca), sovraccaricando l’articolazione della mandibola. Bisognava ripristinare i volumi persi senza limare ulteriormente la struttura rimasta.
L’Approccio Clinico:
- Architettura del Sorriso: Studio digitale per calcolare l’esatta altezza da riconquistare e progettazione 3D di forme maschili, solide e adatte a resistere ai carichi masticatori.
- Riabilitazione mediante tecniche additive: utilizzo di faccette in ceramica integrale sui denti anteriori e intarsi nei settori posteriori per rialzare la masticazione, preservando al 100% lo smalto sano residuo.
- Consegna finale di un bite notturno di protezione personalizzato per salvaguardare i restauri nel tempo.
Il Risultato: Sorriso ringiovanito e carattere fisionomico ripristinato. La corretta masticazione è stata ristabilita, la sensibilità è svanita e i tessuti gengivali si presentano perfettamente sani e stabili.


