Valutazione approfondita
Ci sono condizioni che richiedono una valutazione più approfondita.
- Dopo estrazioni multiple
- In presenza di infezioni croniche
- Dopo fallimenti implantari o protesici
- Quando la chiusura dei denti non è più stabile
- Quando si mastica da un solo lato
- Quando alcune soluzioni già tentate non hanno funzionato
Ogni situazione ha caratteristiche diverse e richiede scelte diverse.


Quando l’osso non è sufficiente
Ci sono situazioni in cui la quantità di osso non è sufficiente per inserire un impianto nelle condizioni iniziali.
In questi casi, la prima decisione non è quale impianto utilizzare, ma se è possibile ricostruire il volume osseo necessario o se è più indicato seguire un’altra strada.
Possiamo intervenire con tecniche di rigenerazione ossea, utilizzando osso autologo trattato con sistemi dedicati come il Tooth Transformer, oppure biomateriali associati a membrane di protezione.
In alcune situazioni è indicato un rialzo del seno mascellare o tecniche di espansione ossea (split crest). In altre, quando la rigenerazione non è prevedibile, si valutano soluzioni alternative come impianti zigomatici o riabilitazioni complete su impianti (del tipo all-on-4 su impianti inclinati).
La scelta dipende dalla quantità e qualità dell’osso,
ma anche da come quella zona ha già reagito nel tempo.
Paziente con parodontite
Ci sono situazioni in cui il problema non è solo la mancanza dei denti, ma una malattia che ha già compromesso osso e tessuti.
Nei pazienti con parodontite, la prima fase della terapia è la stabilizzazione. Si interviene con terapia parodontale per controllare l’infezione, si eseguono levigature radicolari e, quando necessario, interventi chirurgici mirati.
Successivamente si valuta la quantità di osso residuo e la qualità dei tessuti. In alcune aree è possibile intervenire con tecniche rigenerative, in altre può essere più indicato progettare una riabilitazione implantare più estesa, anche con soluzioni full-arch.
Quando i tessuti molli lo richiedono, si associano procedure specifiche per migliorarne la stabilità nel tempo. Ogni fase condiziona la successiva.


Fallimenti precedenti
Ci sono situazioni in cui impianti o protesi eseguiti in passato non hanno dato un risultato stabile.
In questi casi, il primo passaggio è capire cosa non ha funzionato. Si analizzano le condizioni dell’osso con esami tridimensionali, si valutano i tessuti peri-implantari, la presenza di infezioni o di carichi non corretti. Vengono considerati anche fattori generali, come condizioni sistemiche o eventuali reazioni individuali ai materiali.
In base a questa analisi, si decide come intervenire: se rimuovere e reinserire gli impianti con una nuova pianificazione, se associare tecniche rigenerative,
o se modificare completamente il tipo di riabilitazione.
In alcuni casi, la soluzione è cambiare approccio.


